Neuroscienze

Che cosa sono?

Le neuroscienze si riferiscono all’insieme di studi scientifici condotti sul sistema nervoso. Tendenzialmente, il ramo della biologia si avvicina maggiormente a questa tipologia di studi, conosciuti anche come neurobiologia. Tuttavia, negli ultimi tempi, le neuroscienze hanno suscitato un particolare interesse coinvolgendo diverse discipline quali matematica, fisica, ingegneria, statistica, informatica, chimica, psicologia, filosofia, sociologia, medicina, genetica e così via. Certamente questo interesse di tipo multidisciplinare ha favorito lo sviluppo delle neuroscienze attraverso l’utilizzo di diversi approcci e tecniche di neuroimaging funzionale, attualmente in grado di studiare dagli aspetti molecolari delle singole cellule nervose fino al funzionamento complessivo del cervello.

Di cosa si occupano?

Come detto in precedenza, le neuroscienze studiano il sistema nervoso in tutti i suoi aspetti, quali struttura, funzionamento e disfunzionamento, sviluppo,  plasticità neurale. Per esempio, è diventato possibile comprendere dettagliatamente i complessi processi che si verificano sia all’interno del singolo neurone, o cellula nervosa, sia nella comunicazione tra neuroni attraverso le sinapsi elettriche e chimiche, permettendo ai neuroscienziati di tracciare la fitta rete di connessioni che avviene nel Sistema Nervoso Centrale (SNC).

Campi di applicazione

Dal momento che lo studio del sistema nervoso può essere fatto a più livelli, ovvero dal molecolare e cellulare fino ai sistemi e livelli cognitivi, le neuroscienze possono essere applicate su diversi campi, quali ingegneristico, biotecnologico, neurofisiologico, genetico, machine learning, psicologico.

Neuroscienze e psicologia

Quando le neuroscienze incontrano la psicologia, si può far riferimento a diverse discipline quali le neuroscienze cognitive, la psicologia cognitiva, la neuropsicologia, la psicobiologia, la psicologia clinica e la psicologia dello sviluppo.

In particolare, le neuroscienze cognitive studiano le basi cerebrali del pensiero, permettendo di evidenziarne i cambiamenti strutturali e funzionali che avvengono in base ai differenti contesti ambientali, e di poterne indagare l’adattamento e quindi l’evoluzione. Questo studio avviene attraverso l’indagine diretta sul cervello per mezzo di particolari strumenti tecnologici non invasivi, quali ad esempio la tomografia ad emissione di positroni (PET) e la risonanza magnetica per la visualizzazione funzionale (FMRI). Mentre le neuroscienze cognitive hanno l’obiettivo di indagare il cervello nella sua struttura e funzione, la psicologia cognitiva si occupa invece dello studio dei processi mentali mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e poi recuperate. Strettamente legata alle aree delle neuroscienze comportamentali, sociali, affettive e cognitive, ma anche alla neurologia e alla psichiatria, da un punto di vista clinico, è la neuropsicologia. Tale disciplina si occupa, infatti, di indagare e valutare la normalità e la patologia dei processi cognitivi.

Inoltre, dal momento che numerose tecniche utilizzate in terapia si basano sugli aspetti neurobiologici e cognitivi del funzionamento mentale, anche la psicoterapia cognitivo-comportamentale viene associata alle neuroscienze. Basti pensare ad alcune tecniche di tipo comportamentale, quali modellamento, tecniche di esposizione e desensibilizzazione sistematica, ma anche di tipo cognitivo, quali ristrutturazione cognitiva, immaginazione e stop del pensiero.

Alcuni riferimenti bibliografici e link utili:

  • Carlson Neil, R. (2002). Fisiologia del comportamento. 🇮🇹
  • Carlson, N. R., & Petrosini, L. (2003). Fondamenti di psicologia fisiologica. Piccin. 🇮🇹
  • Denes, G., & Pizzamiglio, L. (Eds.). (1996). Manuale di neuropsicologia: normalità e patologia dei processi cognitivi. Zanichelli. 🇮🇹
  • Kandel, E. R., Schwartz, J. H., & Jessell, T. M. (1994). Principi di neuroscienze. G. Spidalieri, & V. Perri (Eds.). Cea. 🇮🇹 🇬🇧
  • Link: www.scientificamerican.com 🇬🇧